In quasi 200 anni di storia, il Teatro Giacosa di Ivrea ha ospitato opere liriche, spettacoli di danza e dibattiti culturali. Sino ad alcuni decenni fa,
a Carnevale veniva presentata la Mugnaia

La storia del Teatro Giacosa inizia 196 anni fa. Siamo nel 1829, quando l’amministrazione comunale di Ivrea affida la progettazione della nuova struttura allo studio d’architettura Storero. Il nuovo progetto prevede di costruire il teatro civico nell’area in cui sorgeva il convento di Sant’Agostino. Il monastero, abbandonato dai monaci a seguito del decreto di soppressione degli ordini religiosi emanato dai francesi all’inizio dell’Ottocento, fu demolito e ridotto in macerie.

Il modello del teatro, gli affreschi e l’inaugurazione

Storia del Teatro Giacosa
IVREA — Piazza Teatro, facciata del Teatro Giuseppe Giacosa

 

Gli affreschi del soffitto, raffiguranti Giove su un carro trionfale, circondato dalle Muse, vengono realizzati dal pittore Giuseppe Borra. Il sipario principale e alcuni altri scenari sono invece opera di Luigi Vacca e Franco Sevesi: due celebri artisti noti per la stretta relazione con la corte sabauda. È il 5 luglio 1834 quando il teatro viene inaugurato, in occasione della festa patronale di San Savino. Per l’evento vengono portate in scena tre opere liriche, come Giulietta e Romeo, La gioventù di Enrico IV e infine Il Nuovo Figaro.

Il teatro viene dedicato a Giuseppe Giacosa

Nella serata del 30 novembre 1922, a sedici anni dalla scomparsa di G. Giacosa, il teatro viene ufficialmente intitolato a lui. La cerimonia attira numerosi partecipanti, tra cui artisti e intellettuali. Anche molti cittadini prendono parte all’inaugurazione, commemorando il grande commediografo. Tra il pubblico sono presenti amici e colleghi di G. Giacosa, i quali avevano avuto il privilegio di collaborare con lui e con la sua fervida genialità. Il teatro, carico di fascino, diventa il palcoscenico ideale per un evento tanto significativo.

Il Teatro Giacosa, storia delle radici culturali

La celebrazione non si limita a semplici discorsi ufficiali. Vengono portate in scena anche le opere più celebri di G. Giacosa, come ad esempio La Roberta e L’amico Fritz, permettendo al pubblico di rivivere l’incanto della sua arte. L’atmosfera si permea di un profondo senso di nostalgia e ammirazione per un uomo che ha saputo catturare l’essenza delle relazioni umane della vita quotidiana attraverso il suo operato.

storia del teatro giacosa

IVREA, interno del Teatro Giacosa

In questo contesto, l’intitolazione del teatro rappresenta un ponte tra passato e futuro. Un chiaro invito a tutti a non dimenticare la ricchezza culturale che G. Giacosa ha donato alla comunità. Dopo tanta acclamazione popolare, il Comune di Colleretto Giacosa rende omaggio al talentuoso commediografo, rafforzando la propria identità culturale. È attraverso eventi come questo che le comunità possono riscoprire il valore delle proprie radici culturali e storiche, ispirando le nuove generazioni a continuare a valorizzare l’eredità artistica dei loro predecessori.

Il 30 novembre 1922 non viene ricordato solo come il giorno in cui un teatro prende il nome di G. Giacosa. La data diventa anche unione, poiché le persone si riuniscono per celebrare l’arte, la cultura e il potere del teatro, preservando nel contempo la memoria di uno dei suoi più grandi protagonisti.

Il declino e la riapertura

Negli anni Trenta, il teatro attraversa un periodo particolarmente oscuro, segnato da un progressivo declino sia strutturale che artistico. A causa dell’abbandono e della mancanza di manutenzione, nel 1942 viene dichiarato inagibile e trasformato in un magazzino militare. Fatta eccezione per una breve riapertura in occasione del carnevale cittadino del 1947, rimarrà chiuso fino al 1958.

L’inaugurazione della nuova apertura avviene il 13 dicembre 1958, con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Torino della RAI. Da quel momento, il teatro ha continuato a rimanere aperto, diventando un importante punto di riferimento per numerose compagnie di prosa. Da allora si sono svolti concerti corali, conferenze e operette.

Tra i tanti artisti che hanno calcato uno dei palcoscenici più storici del Piemonte, possiamo ricordare nomi illustri come Ermete Novelli, Eleonora Duse e Gustavo Modena. Va ricordato che il teatro acquisì nuovamente la sua funzione grazie all’intervento di Adriano Olivetti, all’epoca sindaco di Ivrea, che con un rapido restauro restituì il Teatro Giacosa alla comunità eporediese. Attualmente il teatro ha una capienza totale di 456 posti (scheda tecnica).


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