Eloise, la Bella Dormiente, è senza dubbio il complesso montuoso più suggestivo del Canavese. Vista da Ivrea, cime e dorsali ne delineano una fanciulla supina
Eloise, ovvero la Bella Dormiente, per i canavesani, non è solo un profilo di vette e di piani, bensì è un monumento naturale aggraziato. Tuttavia, come ogni leggenda d’amore che si rispetti, anche questa da maledizione diventa bellezza. Una storia che parla di dei, di un uomo immortale, forte e audace e, ovviamente, di passione. Una storia che ricorda molto i miti greci, tra tragedia e sentimento.
Nestòrh l’immortale
La leggenda racconta che Nestòrh l’immortale fosse dotato di talmente tanta forza e arroganza da poter addirittura guardare gli dei negli occhi e avvicinarsi a loro. Era l’unico umano a possedere la conoscenza arcana che separava la vita dalla morte. Nestòrh era adorato come un dio dagli uomini comuni, i quali gli sacrificavano animali e innalzavano roghi sulle cime delle montagne.
Era essenza e la forma non gli apparteneva, così si mimetizzava tra la natura e si trasformava in masso rotolante, in arbusto montano, in lepre o in cervo. Gli dei, che gli avevano dato quei poteri, gli avevano però lasciato la vulnerabilità dei sentimenti e, non potendo più sopportare che avesse così tanta forza, decisero di punirlo nella sua natura più umana.
Eloise, la Bella Dormiente
Dopo aver progettato il loro piano, gli dei diedero una figlia a una famiglia di montanari e questi la chiamarono Eloise. Vivendo sulle montagne, Nestòrh vide crescere la bella fanciulla e se ne innamorò. Un giorno lei si ammalò gravemente e lui, per salvarle la vita, chiese aiuto agli dei. Questi accettarono, a patto che Nestòrh si riconoscesse come umano e non osasse mai più sfidarli. Gli lasciarono solo il potere dell’amore e lui accettò. Quando però Eloise guarì, capì di essere caduto vittima della pietà.
Fu allora che decise di punire la debolezza umana, la quale aveva annullato la sua parte divina. Così, una notte, prese la ragazza addormentata e la portò sul bordo di un dirupo. Per colpire i sentimenti umani degli uomini, decise che se qualcuno avesse guardato Eloise, ogni sguardo a lei donato avrebbe reso più profondo il suo sonno, facendola rimanere di pietra.
La maledizione diventa bellezza
Dopo averla maledetta, Nestòrh si gettò nel vuoto del dirupo, ma non potendosi più trasformare in uccello, cadde come un umano e gli dei lo fecero svanire. Da allora, il suo castigo ricade sulla giovane Eloise, così ogni volta che qualcuno la guarda, accresce il potere di quell’antico incantesimo, che mai potrà svanire sino a quando anche un solo uomo poserà il suo sguardo su di lei.
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